Voto: 2/5
9.2 LA JALOUSIE, di Philippe Garrel (concorso)
Si tratta di un film innocuo questo ultimo lavoro di Garrel. Un film che contenuticamente rimane un po' sulle difensive, senza osare dove forse una trama e un argomento quali quelli mostrati meriterebbero di più (e questo è un difetto), ma un film che stilisticamente regala molto agli occhi. Il regista francese dichiara sin da subito che voglia analizzare la gelosia. E lo fa sotto diversi punti di vista: la gelosia tra amanti, tra genitori, tra padri e figli, al lavoro e via dicendo. Il tutto girato in un bianco e nero delicatissimo e preciso sotto ogni riflesso o ombra,cercando di sfumare il più possibile i volti dei personaggi, ricreando un'aurea a là Novelle Vague che piace molto e che si rivela la carta più forte giocata. Il problema del film rimane nella materia trattata con pesantezza non necessaria, cosa che rende la pellicola faticosa da seguire e la che la fa sembrare molto più lunga dei suoi 75 minuti effettivi. Inoltre sembra che Garrel abbia troppa freddezza e precisione nel narrare. Più umanità e irrazionalità nello stendere la sceneggiatura avrebbero aiutato.
Voto: 3/5
9.2 LA JALOUSIE, di Philippe Garrel (concorso)
Si tratta di un film innocuo questo ultimo lavoro di Garrel. Un film che contenuticamente rimane un po' sulle difensive, senza osare dove forse una trama e un argomento quali quelli mostrati meriterebbero di più (e questo è un difetto), ma un film che stilisticamente regala molto agli occhi. Il regista francese dichiara sin da subito che voglia analizzare la gelosia. E lo fa sotto diversi punti di vista: la gelosia tra amanti, tra genitori, tra padri e figli, al lavoro e via dicendo. Il tutto girato in un bianco e nero delicatissimo e preciso sotto ogni riflesso o ombra,cercando di sfumare il più possibile i volti dei personaggi, ricreando un'aurea a là Novelle Vague che piace molto e che si rivela la carta più forte giocata. Il problema del film rimane nella materia trattata con pesantezza non necessaria, cosa che rende la pellicola faticosa da seguire e la che la fa sembrare molto più lunga dei suoi 75 minuti effettivi. Inoltre sembra che Garrel abbia troppa freddezza e precisione nel narrare. Più umanità e irrazionalità nello stendere la sceneggiatura avrebbero aiutato.
Voto: 3/5
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